Questo modulo descrive un protocollo strutturato, in più fasi, per lavorare un intento personale — un progetto, un desiderio, un obiettivo concreto — attraverso lo Yantra del Sahasrara.

La preparazione

Il progetto va prima messo per iscritto in modo chiaro su un cartoncino, poi se ne misura l'energia di partenza con una scala graduata da 0 a 10. Il cartoncino, insieme a un eventuale testimone della persona coinvolta, viene posizionato al centro dello Yantra.

La struttura del protocollo

Da qui il procedimento segue una sequenza precisa di fasi, ciascuna accompagnata da un movimento specifico del pendolo (orario o antiorario) e da un'intenzione verbale dedicata:

  1. Connessione: ci si predispone al lavoro radiestesico, chiedendo guida e protezione secondo il proprio riferimento spirituale (che si tratti di entità superiori, del proprio sé superiore, o semplicemente del proprio sistema percettivo), e si richiede la massima precisione nelle risposte che seguiranno.
  2. Neutralizzazione preliminare: si chiede la rimozione di qualsiasi energia non favorevole presente nel proprio campo, in ogni dimensione di tempo e spazio, per poi ritrasformarla in energia utile.
  3. Riequilibrio personale: si richiede che il proprio campo energetico — fisico, mentale e spirituale — venga portato al massimo livello di armonia.
  4. Le tre domande di rito: prima di proseguire, si verifica con il pendolo di avere il permesso, la capacità, e il momento giusto per procedere con quel lavoro specifico. Se la risposta è negativa, si ripetono i passaggi precedenti; se resta negativa, ci si ferma e si chiude la sessione.
  5. Neutralizzazione mirata al progetto: si chiede la rimozione di ogni energia disfunzionale legata specificamente al progetto — emozioni, schemi di pensiero, attaccamenti che potrebbero ostacolarne la realizzazione.
  6. Attivazione: infine, si richiede che tutta l'energia necessaria alla realizzazione del progetto venga attivata, sempre nel rispetto del bene di tutto ciò che esiste.

Il protocollo si chiude poi con una misurazione finale dell'energia del progetto, per verificare l'avvenuto innalzamento rispetto alla misurazione iniziale, e con una formula di chiusura e sconnessione.

Perché la struttura conta più delle singole parole

Al di là della formulazione specifica di ogni singolo passaggio — che ognuno può adattare al proprio linguaggio e alla propria sensibilità — ciò che rende efficace questo tipo di protocollo è la sua architettura: prima ci si connette e ci si protegge, poi si verifica di avere realmente titolo per procedere, poi si ripulisce il campo da ciò che ostacola, e solo alla fine si attiva l'intento. Saltare uno di questi passaggi — attivare un intento senza prima aver verificato il permesso, ad esempio, o senza aver ripulito le interferenze — è tra gli errori più comuni di chi inizia.


⭐ Il Qintent: formalizzare l'intento in digitale

Il protocollo appena descritto ha, al centro, un momento preciso: mettere per iscritto il progetto su un cartoncino, misurarne l'energia, e posizionarlo fisicamente sotto lo Yantra insieme al testimone. Su immagina.re, questo stesso passaggio si traduce nel Qintent.

Il Qintent è la formalizzazione digitale dell'intento: invece di scrivere il progetto a mano su carta, lo definisci nella piattaforma, dove viene codificato in una forma stabile e univoca — pensata per restare coerente per tutta la durata del lavoro energetico, esattamente come il cartoncino fisico non va toccato o modificato durante l'attivazione dello Yantra.

Il Qintent può essere abbinato al tuo Qseed (il testimone digitale visto nel Modulo 9) e attivato insieme a un circuito radionico della libreria — replicando in forma digitale la stessa combinazione che il protocollo cartaceo costruisce fisicamente: testimone + intento, uniti sopra lo stesso circuito.


Nel prossimo modulo, il penultimo del corso base: tecniche pratiche per la pulizia dell'aura e il riequilibrio dei chakra.