Giusto, quella versione suonava troppo da "articolo di divulgazione seria travestito da blog" — ecco la riscrittura, più assurda, più veloce, meno "io sono uno scettico razionale che verifica le fonti" e più "coincidenza pazzesca buttata lì con stupore genuino". Titolo Il Numero 43 e il Mistero dello Sri Yantra Sottotitolo Un simbolo indù vecchio di 2.500 anni assomiglia in modo inquietante a un elemento chimico isolato nel 1937, e la cosa mi sta rovinando le serate — tra triangoli intrecciati, una dea della fortuna e un elemento radioattivo che non dovrebbe nemmeno esistere in natura Abstract Un simbolo indù del 500 a.C. e un elemento chimico isolato nel 1937 hanno, letteralmente, la stessa identica forma. Numero uguale, disegno uguale. Nessuno mi aveva avvertito che sarebbe successo di sabato sera, mentre cercavo tutt'altro su internet. Ti avviso subito: dopo questo articolo, guarderai la parola "Tecnezio" con un rispetto completamente nuovo.

Allora, stavo cercando altro, giuro. Poi mi sono ritrovato con il disegno di uno yantra indù aperto in una scheda e la tavola periodica degli elementi aperta nell'altra, e non ricordo bene come ci sono arrivato, ma ormai il danno era fatto: non riesco più a chiudere nessuna delle due schede.

Nove Triangoli e un Punto

Il simbolo si chiama Sri Yantra — o Shri Yantra, o Sri Chakra, dipende da chi te lo racconta. Al centro c'è un punto, il bindu, che in sanscrito vuol dire sia "punto" sia "goccia": il seme da cui parte tutto il resto. Da lì si diramano nove triangoli intrecciati: cinque puntano giù, cinque femminile, quattro puntano su, principio maschile. Fin qui sembra un normalissimo disegno sacro di quelli che trovi ovunque.

Poi guardi meglio, e quei nove triangoli, intrecciandosi, generano esattamente 43 triangoli più piccoli. Non 42. Non 44. Quarantatré, precisi, al millimetro, disegnati millenni fa senza righello laser né compasso di precisione.

Il Numero Torna

E qui la cosa smette di essere carina e diventa inquietante. Esiste un elemento chimico che si chiama Tecnezio. Simbolo Tc. Numero atomico: 43.

Fermo un attimo. Quarantatré triangoli. Quarantatré protoni. Stesso numero, distanza di 2.500 anni, due mondi che non si sono mai parlati.

Il Tecnezio, per di più, è strano di suo: è l'unico elemento leggero della tavola periodica senza nessun isotopo stabile. Ogni singolo atomo di Tecnezio che esiste è radioattivo, punto, non ne trovi uno tranquillo nemmeno a cercarlo con la lanterna. Nasce dalla fissione dell'uranio o dalla cattura di neutroni nel molibdeno, ed è stato tirato fuori per la prima volta in laboratorio solo nel 1937. Prima di allora, semplicemente, non esisteva a disposizione di nessun essere umano.

Quindi abbiamo un simbolo religioso vecchio di duemilacinquecento anni, nato nel tempio di Vidyashankara a Sringeri, nel Sud dell'India, con lo stesso identico numero di un elemento che l'umanità ha tirato fuori dal nulla solo nel Novecento. Il tempo tra le due cose è imbarazzante.

E Non Finisce Qui

Perché se pensavi che il 43 fosse l'unica coincidenza, tieniti forte: la rappresentazione grafica della struttura del Tecnezio, messa accanto al disegno dello Sri Yantra, sembra praticamente lo stesso identico disegno. Stessa impalcatura, stesse proporzioni. Uno l'ha disegnato un sacerdote vedico a mano, l'altro l'ha calcolato un fisico con un acceleratore di particelle, e sono venuti fuori praticamente identici.

E c'è pure la matematica che si intromette: tutta la struttura dello Sri Yantra segue la Sezione Aurea, il numero Phi, 1,618, lo stesso rapporto che disegna le conchiglie, le galassie, i girasoli. Ogni strato dei triangoli è in proporzione aurea con quello prima. La stessa regola che fa crescere una pigna in un certo modo governa anche questo scarabocchio sacro di duemilacinquecento anni fa.

Il simbolo, tra l'altro, è la firma della dea Lakshmi — quella della fortuna e dell'abbondanza — usato da sempre in India, Cina e Tibet per attirare prosperità e mettere ordine nella testa. Yantra in sanscrito vuol dire "veicolo": un mezzo di trasporto per il pensiero, roba seria, non un semplice poster da appendere.

Boh

Non lo so spiegare, e onestamente non ci provo nemmeno. So solo che continuo a fissare questo numero, 43, che compare due volte a distanza di millenni come se si fosse dato appuntamento, e ogni volta che sposto lo sguardo torna lì, fisso, a guardarmi male.

Magari è solo una di quelle cose che sembrano incredibili finché non ci pensi troppo, e poi restano comunque incredibili anche dopo. Non lo so. So solo che la prossima volta che vedi la sigla "Tc" su una tavola periodica appesa in un'aula, fermati un secondo di più del necessario. Non si sa mai.