ANTAHKARANA
Ponte tra la mente fisica e il Sé Superiore — antico simbolo tibetano di guarigione e purificazione
Antico simbolo di guarigione e meditazione usato in Tibet, Cina e India per migliaia di anni. Promuove il flusso benefico dell'energia vitale (qi), purifica e rafforza il campo aurico, neutralizza le energie negative accumulate da oggetti e ambienti.
Contenuto
Descrizione
Il nome deriva dal sanscrito Antar ("interiore", "dentro") e Karana ("senso", "organo"). Il simbolo è collegato ai cinque elementi della tradizione: terra, acqua, aria e fuoco, uniti dall'etere — l'Akasha, il quinto elemento che fa da ponte tra il corpo e lo spirito, tra la Terra e il Cielo.
Questo schema radionico di riequilibrio promuove il movimento benefico di energia vitale (il qi) rinvigorendo e purificando l’aura. Può essere posizionato sotto un lettino da massaggio, sotto la sedia, sotto il letto, sotto la macchinetta del caffè, ecc. Può anche essere appeso su un muro; guardandolo spesso è possibile acquisirne l’energia benefica. Inoltre neutralizza le energie negative accumulate dagli oggetti (come ad es. braccialetti, catenine, anelli, ecc.) semplicemente posizionandoli su esso.
Il simbolo amplifica inoltre l'efficacia di altre pratiche di guarigione, tra cui Mahikari, Jin Shin, terapia della polarità, chiropratica, ipnoterapia e regressione alle vite passate.
Consigliato per
Energie
Numerologia
Il simbolo è formato da tre 7 che rappresentano i 7 chakra, i 7 colori dello spettro e i 7 toni della scala musicale. Multidimensionale: appare bidimensionale come tre 7 intrecciati, tridimensionale come un cubo. Il numero 7 è il numero della perfezione ciclica e dell'evoluzione spirituale.
Pur apparendo come una figura bidimensionale, il simbolo è composto da tre gruppi di sette elementi, che richiamano i sette chakra, i sette colori e le sette note della scala musicale — la stessa triplice ripetizione del sette che il Libro dell'Apocalisse cita nei sette candelabri, le sette trombe e i sette sigilli.
Pratica
Modo d'uso
Posiziona il circuito sotto un lettino da massaggio o sotto la sedia durante sessioni di trattamento per amplificarne l'efficacia. Appendilo a parete per armonizzare continuamente l'ambiente. Posizionalo sotto il letto per un'azione notturna sull'aura.
Per purificare oggetti o gioielli, poni l'oggetto al centro del simbolo o tra due simboli sovrapposti.
Per la meditazione, fissa il simbolo con lo sguardo rilassato: con la pratica l'immagine può sembrare spostarsi o scomparire, segno di uno stato meditativo profondo. Per l'apertura dei chakra, posizionalo direttamente sul chakra interessato durante il trattamento.
Per neutralizzare le energie negative accumulate in un oggetto, come un gioiello o un cristallo, è sufficiente posizionarlo tra due copie del simbolo.
Uso con il Testimone / DNA
Posiziona il testimone fisico (capello, foto, oggetto personale) o attiva il Qseed digitale al centro del simbolo, dove i tre gruppi di sette si intersecano. Per un'azione mirata su un chakra specifico, posiziona il testimone in corrispondenza dell'area del corpo interessata mentre il simbolo agisce come sfondo energetico. In versione digitale, l'attivazione con Qseed nel dispositivo radionico consente di mantenere il collegamento energetico continuo senza necessità di presenza fisica del simbolo cartaceo.
Meditazione
Meditare con il simbolo, tenendolo sulla propria persona o nelle immediate vicinanze, attiva quella che la tradizione taoista chiama la "grande orbita microcosmica": le energie sottili, anziché entrare dall'alto attraverso il chakra della corona come di consueto, entrano dai piedi e risalgono lungo la schiena fino alla sommità del capo, per poi ridiscendere lungo la parte anteriore del corpo — un circuito che favorisce il radicamento a terra mantenendo al contempo un flusso energetico continuo attraverso tutti i chakra.
Tempi
Approfondimento
Il simbolo è multidimensionale: a seconda dell'angolo di osservazione appare bidimensionale (tre 7 intrecciati) o tridimensionale (un cubo). Questa duplicità visiva riflette la sua natura di ponte tra piani di realtà differenti. Può essere usato in configurazione multipla a croce (due linee di sette simboli che si incrociano) o in griglia da 16 elementi per amplificare l'effetto.
Una variante del simbolo lo inscrive all'interno di una forma di geometria sacra kabbalistica: l'energia concentrata scorre allora come tre fasci di luce, generando un prisma triangolare di potere che amplifica ulteriormente l'energia benefica del luogo in cui è posto.
Antahkarana (in sanscrito: "coscienza interiore" o "mente manifesta", sukshma-sharira) è stato usato in Tibet e Cina per migliaia di anni — alcuni documenti tibetani ne fanno risalire l'origine a circa 12.000 anni fa.. Alice Bailey, esoterista e teosofa inglese, lo descrisse come ponte tra la mente fisica e il Sé Superiore. Pur non essendo un simbolo Reiki, è stato integrato nella pratica dell'Usui Reiki come strumento autonomo che non richiede sintonizzazione. Portato alla conoscenza occidentale da Diane Stein.