ANTIMAGIA
Il Dissolutore della Magia Nera — Sigillo di Salomone, Svastica Levogira e Tre Cerchi per la Protezione Contro le Operazioni Magiche
Il circuito anti-magico più celebre della tradizione radionico-radiestesica occidentale, creato da Jean de La Foye — uno dei maggiori esperti francesi di radiestesia e radionica, profondo conoscitore della Cabala. Tre elementi geometrici di tradizioni diverse — i tre cerchi concentrici (protezione stratificata), l'esagramma del Sigillo di Salomone (equilibrio perfetto degli opposti) e la svastica levogira (dissoluzione attiva delle forze malefiche) — si uniscono in un'unica struttura capace di neutralizzare le operazioni magiche negative, respingere al mittente le azioni ostili e creare un campo di protezione invulnerabile alla manipolazione energetica intenzionale.
L'Antimagia di Jean de La Foye è il circuito più complesso e geometricamente più sofisticato della tradizione protettiva radionico-radiestesica. Non è un circuito di protezione passiva — come Lo Scudo (che stimola le difese endogene) o la Croce Cosmica (che scherma dall'esterno). È un circuito di protezione attiva: non solo blocca le energie negative ma le dissolve e le restituisce alla loro sorgente attraverso la rotazione levogira della svastica centrale.
Per comprenderlo è necessario capire i tre elementi che lo compongono e il perché della loro combinazione.
Il Primo Strato: I Tre Cerchi Concentrici
Come nei Nove Cerchi Servranx — presenti nella stessa biblioteca — i cerchi concentrici rappresentano strati di schermatura sovrapposti. I tre cerchi dell'Antimagia sono meno numerosi dei nove dello scudo classico, ma la loro funzione non è la protezione universale bensì la contenzione del campo creato dagli altri due elementi. Sono il "contenitore" dell'intera struttura — impediscono che le onde di forma emesse dall'esagramma e dalla svastica si disperdano nell'ambiente e garantiscono che l'energia dissoluta dalla svastica non rientri nel campo del soggetto protetto.
Il Secondo Strato: Il Sigillo di Salomone (Esagramma)
L'esagramma — due triangoli equilateri sovrapposti, uno con la punta verso l'alto e uno con la punta verso il basso — è nella tradizione esoterica il simbolo dell'equilibrio perfetto tra forze opposte: fuoco e acqua, maschile e femminile, cielo e terra, evoluzione e involuzione.
Nella Cabala ebraica questo simbolo è il Magen David (Scudo di Davide) — ma la sua funzione protettiva non viene dall'associazione religiosa bensì dalla sua geometria. Un esagramma perfetto non ha punti di vulnerabilità: ogni angolo è controbilanciato da un angolo opposto, ogni forza è neutralizzata dalla sua contraria. Un attacco magico che cerca un "varco" nella struttura energetica del soggetto non ne trova nessuno, perché la geometria esagonale non lascia zone di squilibrio.
Jean de la Foye era un approfondito conoscitore della Cabala — e in questa conoscenza affondano le radici dell'Antimagia. L'esagramma salomonico non è scelto per il suo significato religioso ma per le sue proprietà geometrico-energetiche: è la forma che, secondo la fisica delle onde di forma di Chaumery e de Bélizal, produce il campo di frequenze più completo e bilanciato possibile su una superficie piana.
Il Terzo Strato: La Svastica Levogira — Il Cuore dell'Antimagia
Questo è l'elemento che distingue l'Antimagia da qualsiasi altro circuito di protezione in questa biblioteca — e quello che richiede la spiegazione più accurata.
La svastica è uno dei simboli più antichi e universali dell'umanità — attestata in culture che non avevano nessun contatto tra loro: India, Cina, Grecia, Roma, civiltà precolombiane, culture nordiche, pellerossa nordamericani. La parola stessa viene dal sanscrito svastika — dal radicale su (bene) + asti (è) = "ciò che porta benessere." Per migliaia di anni questo simbolo rappresentò il movimento del sole, la forza vitale, la buona fortuna e la protezione.
L'appropriazione nazista del simbolo — a partire dal 1920, nella versione dextrogira (oraria) e inclinata a 45° — è un episodio storico del XX secolo che non cancella millenni di uso sacro del simbolo originale. Il circuito Antimagia usa la svastica levogira (antioraria, destra) — che non è mai stata la versione nazista — nella sua forma dritta non inclinata: è la sauvastika delle tradizioni induista e buddhista, diametralmente opposta sia nella direzione di rotazione sia nella tradizione di appartenenza.
Nella tradizione induista: la svastica dextrogira (oraria) è associata a Vishnu e alla conservazione, alla luce diurna, all'andamento del Sole. La svastica levogira è associata a Kali — la dea della dissoluzione e della trasformazione radicale, che distrugge l'illusione (Maya) e le forze del male. È la forma attiva della distruzione del negativo.
Nella fisica delle onde di forma: la svastica levogira genera un vortice di rotazione antioraria — la stessa direzione che abbiamo incontrato nella spirale del Disimpregnante delle Relazioni, nella geometria del rilascio e della dissoluzione. Applicata al campo di un attacco magico, questa rotazione "avvolge" le onde di forma dell'aggressione, le disintegra nella struttura dei quattro bracci e le restituisce ribaltate alla loro sorgente.
La Combinazione: Perché Funziona
La logica della combinazione è precisa: i cerchi contengono il campo; l'esagramma annulla qualsiasi squilibrio cercato dall'attacco; la svastica levogira dissolve attivamente ciò che riesce comunque a penetrare nei cerchi e nell'esagramma, restituendolo trasformato.
È un sistema a tre stadi:
- Contenimento (cerchi) — l'attacco non si diffonde nell'ambiente
- Neutralizzazione (esagramma) — l'attacco non trova varchi nella struttura
- Dissoluzione e restituzione (svastica) — ciò che penetra viene dissolto e restituito
Nessun altro circuito della biblioteca ha questa struttura a tre stadi. Tutti gli altri circuiti di protezione operano su uno o al massimo due livelli. L'Antimagia opera su tutti e tre simultaneamente — ed è per questo che è specificamente indicato per le operazioni magiche intenzionali, che sono per loro natura multi-livello.
Orientamento: l'Antimagia non richiede orientamento a Nord obbligatorio — la struttura radialmente simmetrica dell'esagramma garantisce che il campo sia equilibrato in tutte le direzioni. Tuttavia, verificare col pendolo se in situazioni specifiche un orientamento preferenziale aumenti l'efficacia.
Con testimone: posizionare la foto o il testimone scritto al centro del circuito — nel punto di intersezione dei sei triangoli dell'esagramma, dove converge la forza protettiva di tutti e tre gli elementi. Il soggetto può essere una persona, un ambiente (piantina), un oggetto.
Durata: determinare col pendolo il tempo di esposizione. Per situazioni acute: sessioni di 3–8 ore ripetute quotidianamente finché il pendolo non conferma la neutralizzazione dell'attacco. Per protezione preventiva: esposizione continuativa, verificando periodicamente col pendolo la persistenza del campo.
Abbinamento con altri circuiti: l'Antimagia è il circuito "terminale" — si usa quando gli altri non sono stati sufficienti. Non va sovrapposto contemporaneamente al Protettore Psichico N°10 o alla Croce Cosmica — si usa in sostituzione, non in aggiunta, per evitare interferenze tra i campi.
Per operatori radionici: usarlo come schermatura del proprio spazio di lavoro durante sessioni che implicano contatti con energie dense o intenzionalmente ostili. Posizionarlo sul tavolo di lavoro con una foto dell'operatore al centro prima di iniziare la sessione.
L'Antimagia è il circuito geometricamente più ricco di stratificazioni simboliche della biblioteca — ogni elemento porta con sé millenni di tradizione.
I tre cerchi sono la struttura di contenimento universale della tradizione radionico-radiestesica: presente nei Nove Cerchi, nello Scudo Servranx, nella Croce Cosmica. Qui ridotti a tre — il numero minimo per la funzione di contenimento — perché il campo generato dagli altri due elementi è sufficientemente potente da richiedere contenimento ma non distribuzione stratificata come nella protezione universale.
L'esagramma è geometricamente la forma che produce il campo di copertura angolare più completo possibile con il minor numero di linee: sei punte a 60° di distanza l'una dall'altra, nessuno spazio angolare superiore a 60° senza una punta protettiva. Nella fisica delle onde di forma, gli angoli emettono onde di forma direttive — l'esagramma emette in sei direzioni simultanee, creando un campo omnidirezionale senza zone d'ombra. Il Manuale di radiestesia di de La Foye include nel suo indice termini come "magia", "necromanzia", "pentagono" e "Cabala" — confermando che de La Foye attingeva consapevolmente a questa tradizione simbolica nel costruire i propri strumenti radionici.
La svastica levogira ha una storia geometrica che la fisica delle onde di forma interpreta in modo preciso: i quattro bracci a 90° creano un campo di rotazione — il movimento rotatorio delle forme geometriche genera onde di forma rotazionali, che nella loro versione antioraria producono l'effetto di "svolgimento" e dissoluzione delle strutture energetiche stratificate come quelle generate dalla magia intenzionale. È esattamente la geometria opposta alla struttura concentrica e stabile dell'esagramma — i due elementi non si annullano ma si complementano: l'esagramma crea la stabilità, la svastica crea il movimento. Stabilità + movimento = struttura viva, non rigida, capace di rispondere attivamente alle pressioni esterne.
Jean de La Foye fu uno dei più importanti radioestesisti e radionici francesi della seconda metà del Novecento. Uno dei maggiori esperti francesi di radiestesia e di radionica, nonché approfondito conoscitore della Cabala, de La Foye si collocava nella grande tradizione della scuola franco-belga che includeva Chaumery, de Bélizal, i Servranx e Philippe.
Lo SCAP del radioestesista francese André Philippe fu ripreso e diffuso da Jean de La Foye — confermando che de La Foye non era solo un teorico ma un operatore che lavorava attivamente con i circuiti radionici dei suoi colleghi, li studiava, li verificava e li integrava nel proprio sistema.
Il suo contributo teorico più importante è il Manuale di radiestesia: Conoscere e gestire le onde di forma — pubblicato da Edizioni Mediterranee, ancora disponibile in italiano — in cui sistematizza la teoria delle onde di forma di Chaumery e de Bélizal applicandola a tutti gli aspetti della vita quotidiana: il sottosuolo, gli edifici, i mobili di casa, gli oggetti che si indossano, gli apparecchi elettrici, i cibi e altro, tutto emette onde di forma dalle quali dipendono parzialmente la nostra salute, il nostro comportamento e il nostro benessere.
Il termine "onde di forma" fu creato in radiestesia da Chaumery e Bélizal, e definisce quelle onde invisibili che ci circondano, investono e penetrano ogni minima fibra del nostro corpo e della materia. De La Foye ereditò questo concetto e lo applicò sistematicamente, ampliandone il campo di indagine dalle forme geometriche pure all'architettura, all'arredamento, ai materiali biologici.
L'Antimagia è la sua creazione più nota — un circuito che sintetizza la sua doppia competenza di radioestesista e cabalista, applicando la fisica delle onde di forma alle strutture simboliche della tradizione esoterica occidentale per produrre uno strumento operativo di protezione che non ha equivalenti nella tradizione radionico-grafica.