OCCHIO DI KANALOA
Il Centro dell'Io Sono — Simbolo dello Sciamanesimo Hawaiano per l'Armonia tra Materia e Spirito
Kanaloa nella lingua sacra hawaiana significa armonia, equilibrio, pace, guarigione, salute, gioia, felicità ed energia. Il suo simbolo rappresenta l'uomo deificato — l'individuo pienamente realizzato che ha fuso in completa armonia gli aspetti materiali e spirituali dell'esistenza. Come circuito radionico, amplifica le vibrazioni positive, di prosperità e di Amore che capta, ricordando che ogni cosa è in perfetta connessione ed armonia ed è unita inseparabilmente a tutte le altre.
Contenuto
Descrizione
Nella lingua hawaiana "kanaloa" non indica solo armonia ed equilibrio: la stessa parola nomina anche una conchiglia, lo stadio giovanile di alcuni pesci e, in senso figurato, ciò che è saldo, fermo, inespugnabile. La sua radice più antica, ka-na-loa, significa letteralmente "la grande pace" o "la grande quiete" — un'eco diretta della funzione di centratura che questo circuito svolge.
Kanaloa rappresenta il nucleo del Sé, o il centro dell'universo dentro di sé, il centro di gravità permanente. Questa consapevolezza conduce l'Uomo che l'ha raggiunta a vivere in armonia in relazione a tutte le persone, tutte le cose, tutte le situazioni e tutti i luoghi. Ponendosi consapevolmente nel punto centrale di Kanaloa, l'uomo può manifestare la pace dell'Io a prescindere dalla situazione contingente in cui si trova.
Il simbolo che rappresenta una ragnatela raffigura l'Universo (la rete Aka o rete della Vita) in cui tutto è collegato. Il puntino con i cerchi che lo avvolgono al centro della stella è lo sciamano (il ragno tessitore della propria realtà) e più in generale l'individuo consapevole di essere l'unico responsabile della realizzazione dei propri sogni, che si trova quindi al centro dell'Universo cioè della sua realtà.
Come circuito radionico, l'Occhio di Kanaloa funziona come catalizzatore energetico: le linee ondulate rappresentano il flusso energetico eterno e il movimento nella vita, l'abbondanza e le vie a disposizione dell'uomo per trasformare e agire. Non è un circuito di protezione né di valorizzazione in senso tradizionale — è un circuito di centratura e armonizzazione: riporta il soggetto al suo centro, alla consapevolezza del proprio Io Sono, da cui tutto il resto diventa accessibile. Ponendosi consapevolmente nel punto centrale di Kanaloa, l'uomo può manifestare la pace dell'Io a prescindere dalla situazione contingente in cui si trova. La tradizione hawaiana chiama questo processo di riequilibrio Haipule — la pratica di preghiera e invocazione attraverso cui ci si dispone a raggiungere quello stato.
Consigliato per
Energie
Numerologia
I due triangoli centrali sovrapposti rappresentano l'equilibrio fra maschile e femminile, mentre la stella che viene a formarsi rappresenta 7 principi base. Il numero 7 è considerato sacro perché il nome corrispondente, Hiku, è formato da Hi (principio femminile) e Ku (principio maschile). I 6 pallini centrali simboleggiano le leggi dell'energia, l'arcobaleno, le Pleiadi e le isole Hawaiane. I 4 centri concentrici si riferiscono ai livelli di percezione della realtà: Papakahi (oggettivo), Papalua (soggettivo), Papakolu (simbolico), Papaha (olistico).
I sette principi rappresentati dalla stella hanno, nella tradizione Huna, un nome preciso ciascuno: Coscienza, Libertà, Centratura, Presenza, Amore, Forza e Salute — sette chiavi di lettura del reale che il praticante può adottare a seconda della situazione, senza che nessuna prevalga sulle altre.
Nel livello oggettivo l'individuo si confronta con la realtà attraverso i cinque sensi, percependosi separato da essa; nel soggettivo scopre quanto emozioni e blocchi energetici ne condizionino la percezione; nel simbolico comprende che ciò che vive all'esterno riflette la propria interiorità, traendone insegnamento; nell'olistico, infine, intuisce la percezione dell'Unità che attraversa ogni cosa.
Pratica
Modo d'uso
Uso con il Testimone / DNA
Meditazione
La meditazione dell'Occhio di Kanaloa proviene dallo sciamanesimo hawaiano. Siediti davanti al simbolo e porta l'attenzione al punto centrale — l'Io Sono.
Respira lentamente immaginando di espanderti verso l'esterno attraverso i 4 cerchi concentrici: dal tuo Io Superiore (cerchio interno), alla tua razionalità (secondo cerchio), al subconscio (terzo), fino alla rete cosmica che ti connette a tutto (cerchio esterno).
Poi inverti: dal cosmo verso il centro, raccogliendo tutto in un unico punto di pace. Ripeti mentalmente la formula hawaiana del Ho'oponopono: "Mi dispiace, perdonami, ti voglio bene, grazie." Questa pratica è particolarmente efficace per sciogliere i sensi di separazione e per ritrovare la propria centralità nei momenti di confusione o dolore.
Una pratica più avanzata legata a questo simbolo propone una tecnica di respirazione chiamata piko-piko: durante l'inspirazione porta l'attenzione alla base della colonna vertebrale, durante l'espirazione portala al centro della fronte — il punto esatto dell'Occhio di Kanaloa. Una lieve pressione in quella zona, ottenuta sollevando appena le sopracciglia a occhi chiusi, viene tradizionalmente associata al risveglio del "terzo occhio", la sede simbolica della saggezza interiore.
Tempi
Approfondimento
Al centro del simbolo c'è l'Io Sono: i due triangoli centrali sovrapposti rappresentano l'equilibrio fra maschile e femminile, mentre la stella che viene a formarsi rappresenta 7 principi base. I 4 centri concentrici si riferiscono ai 4 livelli di percezione della realtà: Papakahi (oggettivo), Papalua (soggettivo), Papakolu (simbolico), Papaha (olistico), ognuno dei quali ha la medesima dignità a dispetto delle diversità.
La stella comprende al suo interno cerchi più piccoli che rappresentano l'individuo nella sua totalità: l'Io Superiore (il punto più interno), la razionalità (il secondo cerchio) e il sub-conscio. Le linee esterne a raggiera che formano la "ragnatela" rappresentano la rete Aka — il campo energetico che connette tutti gli esseri viventi nell'universo hawaiano.
Un'altra chiave di lettura, complementare a quella dei quattro livelli di percezione, individua nei cerchi più interni della stella tre anelli energetici distinti: un anello dorato esterno, legato alle energie primordiali della creazione fisica; un anello blu intermedio, associato a stati di consapevolezza più elevata e a una mente più stabile; e un anello bianco-argenteo, il più interno e sottile, tradizionalmente chiamato la "porta stellare" — il punto di passaggio verso stati di coscienza più ampi.
Una delle sette punte della stella è sempre rivolta verso il basso, allineata a una linea retta della ragnatela: rappresenta simbolicamente l'ispirazione che scende costantemente sul capo di chi pratica, oltre al collegamento tra il piano interiore e quello esteriore — un'eco dell'antico principio ermetico "come sopra, così sotto".
Kanaloa è una divinità della mitologia hawaiana, dio del mare e dell'Oltretomba, simboleggiato dal calamaro o dal polpo dall'occhio sempre vigile — origine diretta del nome stesso di questo circuito — a sua volta tipicamente associato con Kāne, la più alta delle quattro principali divinità della religione hawaiana.
Kanaloa è una delle quattro grandi divinità della cosmologia hawaiana insieme a Kāne, Lono e Kū. È l'oceano, l'ignoto che si estende oltre la riva, ciò che è magico e liminale, ciò che è nascosto. Kanaloa era invocato dai navigatori per avere protezione nei viaggi attraverso il Pacifico.
Le tradizioni raccontano che Kāne e Kanaloa viaggiassero insieme: condividevano la bevanda sacra dell'awa e, colpendo il terreno con i loro bastoni, facevano scaturire sorgenti d'acqua dolce. Le rare statue che raffigurano Kanaloa lo mostrano con occhi rotondi — un tratto che nessun'altra divinità hawaiana condivide, e che dà il nome a questo stesso circuito.
Il simbolo dell'Occhio di Kanaloa proviene dalla famiglia Kahili ed è stato diffuso da Serge Kahili King e dall'Aloha International — la modernizzazione della tradizione Huna (Ho'omana). Secondo la tradizione di Kauai, guardando negli occhi di Kanaloa si sarebbe visto questo simbolo. In Occidente è stato introdotto come strumento di meditazione e radionica attraverso i testi di Giovanna Garbuio — "Ho'mana. Il grande libro di Huna. Lo sciamanesimo hawaiano" — che ne ha diffuso l'uso in Italia. Nelle Hawaii, l'acqua salata purifica, rigenera e ristabilisce l'equilibrio del corpo e dello spirito, ed era usata in moltissimi rituali.