Emettitore Dissolutore della Conflittualità
Il Circuito per Sciogliere la Percezione di Separazione
Un pittogramma pensato per chi si sente diviso — dentro di sé, o in conflitto con ciò che lo circonda. Non lavora sul singolo litigio, ma sulla radice più profonda di ogni conflitto: la percezione di essere separati dal Tutto.
Contenuto
Descrizione
Principio di funzionamento
Il circuito lavora sul piano emozionale, con l'obiettivo dichiarato di condurre verso un senso di unità con il Tutto. È pensato per chi sperimenta una conflittualità interiore che si ripresenta in forme diverse — con se stessi, con altri, con le circostanze — ma che nella sua radice più profonda nasce sempre dalla stessa percezione: quella di essere separati da qualcosa di più grande.
Il rilascio della vecchia informazione di dualità
Il protocollo lavora sul rilascio di schemi di pensiero legati all'idea di separazione e contrapposizione, dissolvendo questo materiale energetico in un processo di trasmutazione simbolica, per fare spazio a una nuova percezione di armonia e integrazione.
Un circuito leggero, adatto anche a chi inizia
Con un valore energetico contenuto rispetto ad altri circuiti della stessa collezione, è tra i più accessibili anche per chi si avvicina per la prima volta a questo tipo di pratica.
Consigliato per
Energie
Osservazione quotidiana + decreto. 50 IKU nella scala energetica di ultima generazione. Campo energetico di tipo dissolutivo-unificante: agisce sciogliendo la percezione di frattura per ricondurla a un senso di unità. Colore energetico di riferimento: viola, associato alla trasmutazione; elemento simbolico: fuoco purificatore.
Numerologia
Diciassettesimo circuito della sequenza: nella tradizione dei tarocchi, il 17 è il numero dell'Arcano della Stella — la speranza che segue la tempesta, la fiducia che si rinnova dopo un periodo di rottura. Ridotto teosoficamente (1+7), diventa 8: il numero della resistenza e del rinnovamento, coerente con un circuito che scioglie un vecchio conflitto per lasciare spazio a un nuovo equilibrio.
Pratica
Modo d'uso
Osservazione + decreto: osservare il simbolo e rivolgersi mentalmente al proprio Sé con un'intenzione articolata in tre fasi — il rilascio degli schemi di separazione e dualità accumulati nel tempo; la dissoluzione simbolica di questo materiale in un processo di trasmutazione; l'integrazione di un nuovo stato di unità e armonia in ogni parte di sé, chiudendo con una formula di gratitudine e accettazione. Il ciclo va ripetuto quotidianamente, idealmente per alcune settimane consecutive, verificando col pendolo la durata più adatta al proprio caso.
Carica dell'acqua: appoggiare un bicchiere o una bottiglia di vetro con acqua sopra o accanto al simbolo per almeno 5 minuti, fino a diverse ore per una carica più intensa. Bere l'acqua così informata nel corso della giornata, ripetendo il ciclo per l'intero periodo di lavoro sull'intento.
«Io rilascio ogni vecchia percezione di separazione, ogni conflitto che ho portato con me come fosse parte della mia identità. Lascio che questa energia si sciolga in una fiamma viola che purifica senza bruciare, e trasforma la divisione in unità. Riconosco che ogni parte di me, e ogni parte che percepisco come opposta a me, appartiene allo stesso campo di luce. Scelgo l'armonia come mia condizione naturale. Così è, e così lascio che sia.»Uso con il Testimone / DNA
Come per gli altri circuiti della collezione: posizionare il testimone (nome e cognome scritto, foto, capello o oggetto personale, oppure Qseed digitale) sopra o accanto al simbolo.
Meditazione
Prima di recitare il decreto, immaginare una fiamma viola che avvolge il petto e si espande lentamente verso l'esterno, sciogliendo ogni confine tra sé e ciò che si percepisce come opposto, fino a lasciare un unico campo di luce condivisa. Pratica consigliata: qualche minuto prima di ogni attivazione, con particolare beneficio nei momenti di tensione relazionale attiva.
Tempi
Ripetizione quotidiana del decreto, per un periodo da verificare col pendolo — generalmente alcune settimane consecutive per un effetto stabile.
Approfondimento
Il pittogramma si presenta come una rosa a otto petali disposta in un cerchio pieno di colore viola. A differenza di una rosa geometrica statica e perfettamente radiale, qui ogni petalo è leggermente ruotato rispetto al proprio asse, creando un effetto di rotazione dinamica attorno al centro — non una stella ferma, ma un vortice in movimento apparente, come una girandola colta a metà del suo giro.
Gli otto petali non sono separati nettamente l'uno dall'altro: le loro basi si intrecciano al centro, dove i contorni bianchi si toccano e si sovrappongono in un piccolo nucleo di forma irregolare, quasi stellata. È in quel punto di intreccio, dove i confini tra un petalo e l'altro si confondono, che la geometria racconta meglio il senso del circuito: la conflittualità nasce dal percepire i petali come separati, mentre la forma stessa mostra che sono tutti generati dallo stesso centro e restano, alla radice, un'unica figura in movimento condiviso.
Il colore di fondo, un viola pieno e uniforme, richiama direttamente la Fiamma Viola della Trasmutazione a cui il protocollo fa riferimento nel decreto — non un dettaglio decorativo, ma parte integrante del significato energetico del simbolo.
Il fenomeno dei cerchi nel grano è documentato a partire dal 1600, con un'evoluzione dagli anni '90 verso forme di crescente complessità — mandala, illusioni ottiche, frattali. Questo circuito appartiene alla stessa collezione sistematizzata da Annamaria Bona, pensata per rispondere a difficoltà emotive e relazionali specifiche attraverso l'osservazione e l'intenzione.
Annamaria Bona, I nuovi cerchi nel grano, Melchisedek Edizioni, Torino, 2015