Emettitore Sostegno agli Stati Emozionali
Il Circuito che Trasforma il Dolore in Pace Interiore
Un pittogramma pensato per un compito preciso: prendere il dolore lasciato da un'emozione negativa e trasformarlo, non solo attenuarlo. Non promette di cancellare ciò che si è vissuto — offre uno spazio dove quel vissuto può finalmente diventare pace.
Contenuto
Descrizione
Principio di funzionamento
Il circuito lavora sul piano puramente emozionale, con un obiettivo specifico dichiarato dalla sua stessa fonte: trasmutare il dolore causato da emozioni negative in uno stato di pace interiore. La parola chiave è "trasmutare", non "rimuovere" — il circuito non promette di cancellare l'esperienza dolorosa, ma di trasformarne l'energia residua in qualcosa che non pesa più.
Il processo di rilascio
Il protocollo lavora sul rilascio di schemi di fallimento memorizzati, credenze limitanti, paure e giudizi accumulati — non necessariamente legati a un singolo evento, ma a un intero modello emotivo che si è consolidato nel tempo. Il materiale energetico da lasciare andare viene dissolto simbolicamente in un processo di trasmutazione, per fare spazio a uno stato di maggiore leggerezza.
Consigliato per
Energie
Numerologia
Diciannovesimo circuito della sequenza: nella tradizione dei tarocchi, il 19 è il numero dell'Arcano del Sole — la carta della gioia ritrovata dopo un percorso di prova, la luce che segue l'oscurità della Luna (Arcano XVIII, il circuito precedente in questa collezione). Ridotto teosoficamente (1+9), diventa 10, e poi 1: il numero del nuovo inizio, coerente con un circuito che non chiede di dimenticare il dolore, ma di ripartire da uno stato rinnovato.
Una curiosità sulla scala di misurazione: il valore energetico di 60 IKU si basa su una scala che l'autrice della collezione presenta come antichissima — attribuita alle civiltà sumera e accadica, che secondo questa tradizione la utilizzavano per misurare l'energia di oggetti sacri. Nella scala, un valore tra 0 e 100 è considerato "buono", tra 110 e 200 "molto buono", oltre 210 "ottimo" — questo circuito si colloca quindi nella fascia energetica di base, adatto anche a un uso frequente.
Pratica
Modo d'uso
Osservazione + decreto: osservare il simbolo e rivolgersi mentalmente al proprio Sé con un'intenzione in tre fasi — il riconoscimento e il rilascio del dolore emotivo accumulato, la sua dissoluzione simbolica in un processo di trasmutazione, e la richiesta di un nuovo stato di equilibrio in ogni parte di sé. Ripetere quotidianamente, verificando col pendolo la durata più adatta al proprio caso — per un carico emotivo importante, può essere utile protrarre la pratica per diverse settimane.
Carica dell'acqua: appoggiare un bicchiere o una bottiglia di vetro con acqua sopra o accanto al simbolo per almeno 5 minuti, fino a diverse ore per una carica più intensa. Bere l'acqua così informata nel corso della giornata, specialmente nei momenti in cui il carico emotivo si fa sentire con più intensità.
Decreto:
«Rilascio ogni dolore che ancora porto con me, ogni ferita che ho lasciato indurire invece di lasciarla guarire. Lascio che questo peso si dissolva in una fiamma viola che trasforma senza negare ciò che ho vissuto. Riconosco il mio diritto a stare in pace, anche quando il ricordo resta. Scelgo la leggerezza come nuova direzione. Così è, e così lascio che sia.»
Uso con il Testimone / DNA
Posizionare il testimone (nome e cognome scritto, foto, capello o oggetto personale, oppure Qseed digitale) sopra o accanto al simbolo durante l'attivazione, per un lavoro mirato sulla persona specifica.
Meditazione
Prima di recitare il decreto, immaginare una fiamma viola che si accende al centro del petto e si espande lentamente, avvolgendo ogni ricordo doloroso senza cercare di cancellarlo — semplicemente ammorbidendone i contorni, come una fiamma che scioglie senza bruciare. Osservare il ricordo restare, ma perdere il suo peso. Pratica consigliata: qualche minuto prima di ogni attivazione, con particolare beneficio nei momenti di riaffiorare di un'emozione dolorosa.
Tempi
Ripetizione quotidiana del decreto: da alcuni giorni a diverse settimane, in base all'intensità del vissuto emotivo da elaborare, sempre verificando col pendolo. Carica dell'acqua: da 5 minuti a diverse ore, secondo necessità.
Approfondimento
Il pittogramma si compone di tre livelli concentrici distinti. All'esterno, un anello di cerchi sovrapposti, disposti a corona lungo tutta la circonferenza: ogni cerchio si interseca con quello adiacente, generando una sequenza continua di forme a mandorla (vesica piscis) che si ripete tutt'intorno — un motivo che richiama la struttura del Fiore della Vita, ma qui compresso in una fascia anulare invece che riempire l'intera superficie.
Al centro, isolato dall'anello esterno da uno spazio vuoto, un cubo tridimensionale disegnato in prospettiva isometrica: le sue facce sono delineate da doppie linee parallele, e al suo interno un rombo centrale segna il punto in cui gli spigoli convergono — la stessa proiezione che useremmo per disegnare un cubo su carta, resa qui come simbolo di stabilità e solidità strutturale, in netto contrasto con la fluidità circolare che lo circonda. È un dialogo visivo tra due geometrie opposte: il cerchio, simbolo del movimento e della fluidità emotiva, e il cubo, simbolo della struttura e del contenimento — la tensione tra "lasciar fluire" e "dare forma stabile" che il circuito stesso cerca di risolvere.
Infine, un piccolo cerchio pieno pende come una goccia appena sotto la base del cubo, fuoriuscendo dal bordo della corona esterna — un dettaglio che nella lettura energetica può essere inteso come il residuo che si "sgocciola via" dal sistema una volta completato il processo di trasmutazione.
Il fenomeno dei cerchi nel grano è documentato a partire dal 1600, con un'evoluzione dagli anni '90 verso forme di crescente complessità geometrica. Questo circuito appartiene alla collezione sistematizzata da Annamaria Bona, che ha applicato ai pittogrammi un sistema di misurazione energetica in unità IKU — una scala che la stessa autrice presenta come di origine sumera e accadica, riproposta secondo la propria esperienza radiestesica personale.
Annamaria Bona, I nuovi cerchi nel grano, Melchisedek Edizioni, Torino, 2015