L'Incontro con Léon Chaumery e la Fisica della Sfera

Léon Chaumery era un medico e ricercatore francese con una passione ossessiva per i fenomeni energetici. Quando de Bélizal lo incontrò nei primi anni '30, Chaumery stava già conducendo esperimenti sulle proprietà delle forme solide — in particolare la sfera — usando il pendolo come strumento di misurazione.

Il protocollo era semplice nella concezione, straordinariamente paziente nell'esecuzione: posizionare una sfera di legno su un supporto, avvicinarle il pendolo da diverse angolazioni, registrare dove e come il pendolo cambiava il suo movimento, e mappare sistematicamente le "emissioni" della superficie sferica.

Ciò che emerse da mesi di misurazioni fu sorprendente: la superficie di una sfera di legno emette radiazioni differenti in punti diversi. Non si trattava di una risposta uniforme — come ci si aspetterebbe da un oggetto fisico passivo — ma di un pattern strutturato di emissioni che variava con l'angolazione, con l'ora del giorno, con l'orientamento cardinale.

I due ricercatori notarono un fatto importante e curioso: l'emissione dei colori dalla superficie della sfera in legno seguiva un ciclo lento, della durata di 24 ore. Ogni giorno, alla stessa ora, i due studiosi ritrovarono i punti di colore al posto giusto. Questa variazione dei punti-colore è verosimilmente connessa con la posizione della Terra rispetto al Sole, o meglio con l'angolazione della luce proveniente dal Sole.

Questo ciclo di 24 ore era il primo indizio di ciò che sarebbe diventato il principio fondamentale della loro fisica: le emissioni delle forme geometriche non sono fenomeni isolati ma sono connesse al campo magnetico terrestre e alle influenze cosmiche. La forma è un'antenna — riceve e riemette energie secondo le proprie caratteristiche geometriche.

Lo Spettro Vibrazionale: Un Nuovo Modo di Vedere la Realtà

Il passo concettuale successivo fu quello di sistematizzare le diverse "emissioni" della sfera in uno spettro ordinato. De Bélizal e Chaumery identificarono che la sfera emette — in diverse zone della sua superficie — radiazioni che corrispondono ai colori dello spettro visibile (rosso, arancione, giallo, verde, azzurro, blu, violetto) più alcune radiazioni che si trovano al di fuori dello spettro visibile: infrarosso, nero, bianco, ultravioletto.

Questo era già notevole: una sfera di legno che "emette colori" attraverso le sue onde di forma. Ma la scoperta più importante doveva ancora arrivare — e si nascondeva in un'area dello spettro che nessuno aveva cercato di esaminare con attenzione.

Tra le emissioni appartenenti allo spettro invisibile, suscitò il massimo interesse la radiazione diametralmente opposta all'emissione del Verde dello spettro visibile (verde positivo = V+) — una vibrazione misteriosa collocata esattamente tra il bianco e il nero, con strane proprietà.

Era il Verde Negativo. E avrebbe cambiato tutto.

La Scoperta del Verde Negativo (V−): 1934

Ecco come avvenne la scoperta del Verde Negativo. All'inizio del 1930 i ricercatori francesi Chaumery e De Bélizal fecero degli studi di radiestesia fisica sui solidi ed esaminarono attentamente le radiazioni emesse dalla superficie di una sfera di legno, posta sopra un supporto.

Sin dal 1934 questa emissione fu battezzata da Chaumery e De Bélizal con il nome di Verde Negativo, per la sua posizione opposta e contraria a quella del verde positivo.

La denominazione "Verde Negativo" non è poetica — è una descrizione geometrica precisa della posizione di questa radiazione nello spettro vibrazionale: esattamente diametralmente opposta al Verde visibile (V+), collocata nell'area "invisibile" dello spettro tra il bianco e il nero radiestesici.

Le proprietà che i due ricercatori documentarono per il Verde Negativo erano straordinarie e inquietanti:

Penetrazione assoluta: La vibrazione del V− è l'onda più corta e penetrante dell'universo, infatti i radioestesisti che hanno eseguito esperimenti con questa vibrazione, senza le opportune precauzioni, sono stati colpiti da ustioni simili a radiodermiti.

Effetto disidratante: il Verde Negativo sembrerebbe estrarre l'acqua dai tessuti organici — proprietà che spiegherebbe l'effetto mummificante osservato da Bovis nella Grande Piramide di Giza.

Connessione con la Piramide: Il Verde Negativo fu scoperto quasi per caso dal fisico Bovis durante un viaggio nella piramide di Cheope, trovando decine di corpi di uccelli, gatti e topi morti, rimasti intrappolati nei corridoi e stranamente mummificati. Fu de Bélizal, fisico e ricercatore francese con la passione della radiestesia, a spiegare la causa della mummificazione delle carcasse all'interno della piramide Egizia.

Emissione universale delle forme geometriche: la piramide non era un caso speciale. Ogni forma geometrica sufficientemente marcata emette Verde Negativo in proporzioni diverse — la scoperta aprì la strada alla comprensione di perché certe forme architettoniche prodecessero effetti biologici documentabili.

Applicazioni mediche controverse: Attraverso i loro esperimenti, riuscirono perfino a sanare alcuni tumori con metastasi, grazie all'utilizzo programmato del Raggio Verde Negativo.

La guarigione è possibile se il tumore è al primo stadio. Se il caso è disperato, gli specialisti Chaumery e De Bélizal raccomandavano comunque la terapia col Verde Negativo, per mummificare i centri nervosi, onde sopprimere la sofferenza e mummificare lentamente i tessuti, prolungando la vita del malato.

Queste applicazioni non vennero mai validate dalla medicina convenzionale — e non c'erano le condizioni istituzionali per farlo negli anni '30–'50 in Francia. Rimangono nella categoria delle osservazioni empiriche non replicate sistematicamente. Ma il fatto che i due ricercatori le documentassero con rigore metodologico, descrivendo protocolli precisi e limitazioni, li distingue dagli improvvisatori dell'occulto.

L'Incontro con Léon Chaumery e la Fisica della Sfera

Léon Chaumery era un medico e ricercatore francese con una passione ossessiva per i fenomeni energetici. Quando de Bélizal lo incontrò nei primi anni '30, Chaumery stava già conducendo esperimenti sulle proprietà delle forme solide — in particolare la sfera — usando il pendolo come strumento di misurazione.

Il protocollo era semplice nella concezione, straordinariamente paziente nell'esecuzione: posizionare una sfera di legno su un supporto, avvicinarle il pendolo da diverse angolazioni, registrare dove e come il pendolo cambiava il suo movimento, e mappare sistematicamente le "emissioni" della superficie sferica.

Ciò che emerse da mesi di misurazioni fu sorprendente: la superficie di una sfera di legno emette radiazioni differenti in punti diversi. Non si trattava di una risposta uniforme — come ci si aspetterebbe da un oggetto fisico passivo — ma di un pattern strutturato di emissioni che variava con l'angolazione, con l'ora del giorno, con l'orientamento cardinale.

I due ricercatori notarono un fatto importante e curioso: l'emissione dei colori dalla superficie della sfera in legno seguiva un ciclo lento, della durata di 24 ore. Ogni giorno, alla stessa ora, i due studiosi ritrovarono i punti di colore al posto giusto. Questa variazione dei punti-colore è verosimilmente connessa con la posizione della Terra rispetto al Sole, o meglio con l'angolazione della luce proveniente dal Sole.

Questo ciclo di 24 ore era il primo indizio di ciò che sarebbe diventato il principio fondamentale della loro fisica: le emissioni delle forme geometriche non sono fenomeni isolati ma sono connesse al campo magnetico terrestre e alle influenze cosmiche. La forma è un'antenna — riceve e riemette energie secondo le proprie caratteristiche geometriche.

Lo Spettro Vibrazionale: Un Nuovo Modo di Vedere la Realtà

Il passo concettuale successivo fu quello di sistematizzare le diverse "emissioni" della sfera in uno spettro ordinato. De Bélizal e Chaumery identificarono che la sfera emette — in diverse zone della sua superficie — radiazioni che corrispondono ai colori dello spettro visibile (rosso, arancione, giallo, verde, azzurro, blu, violetto) più alcune radiazioni che si trovano al di fuori dello spettro visibile: infrarosso, nero, bianco, ultravioletto.

Questo era già notevole: una sfera di legno che "emette colori" attraverso le sue onde di forma. Ma la scoperta più importante doveva ancora arrivare — e si nascondeva in un'area dello spettro che nessuno aveva cercato di esaminare con attenzione.

Tra le emissioni appartenenti allo spettro invisibile, suscitò il massimo interesse la radiazione diametralmente opposta all'emissione del Verde dello spettro visibile (verde positivo = V+) — una vibrazione misteriosa collocata esattamente tra il bianco e il nero, con strane proprietà.

Era il Verde Negativo. E avrebbe cambiato tutto.

La Scoperta del Verde Negativo (V−): 1934

Ecco come avvenne la scoperta del Verde Negativo. All'inizio del 1930 i ricercatori francesi Chaumery e De Bélizal fecero degli studi di radiestesia fisica sui solidi ed esaminarono attentamente le radiazioni emesse dalla superficie di una sfera di legno, posta sopra un supporto.

Sin dal 1934 questa emissione fu battezzata da Chaumery e De Bélizal con il nome di Verde Negativo, per la sua posizione opposta e contraria a quella del verde positivo.

La denominazione "Verde Negativo" non è poetica — è una descrizione geometrica precisa della posizione di questa radiazione nello spettro vibrazionale: esattamente diametralmente opposta al Verde visibile (V+), collocata nell'area "invisibile" dello spettro tra il bianco e il nero radiestesici.

Le proprietà che i due ricercatori documentarono per il Verde Negativo erano straordinarie e inquietanti:

Penetrazione assoluta: La vibrazione del V− è l'onda più corta e penetrante dell'universo, infatti i radioestesisti che hanno eseguito esperimenti con questa vibrazione, senza le opportune precauzioni, sono stati colpiti da ustioni simili a radiodermiti.

Effetto disidratante: il Verde Negativo sembrerebbe estrarre l'acqua dai tessuti organici — proprietà che spiegherebbe l'effetto mummificante osservato da Bovis nella Grande Piramide di Giza.

Connessione con la Piramide: Il Verde Negativo fu scoperto quasi per caso dal fisico Bovis durante un viaggio nella piramide di Cheope, trovando decine di corpi di uccelli, gatti e topi morti, rimasti intrappolati nei corridoi e stranamente mummificati. Fu de Bélizal, fisico e ricercatore francese con la passione della radiestesia, a spiegare la causa della mummificazione delle carcasse all'interno della piramide Egizia.

Emissione universale delle forme geometriche: la piramide non era un caso speciale. Ogni forma geometrica sufficientemente marcata emette Verde Negativo in proporzioni diverse — la scoperta aprì la strada alla comprensione di perché certe forme architettoniche prodecessero effetti biologici documentabili.

Applicazioni mediche controverse: Attraverso i loro esperimenti, riuscirono perfino a sanare alcuni tumori con metastasi, grazie all'utilizzo programmato del Raggio Verde Negativo.

La guarigione è possibile se il tumore è al primo stadio. Se il caso è disperato, gli specialisti Chaumery e De Bélizal raccomandavano comunque la terapia col Verde Negativo, per mummificare i centri nervosi, onde sopprimere la sofferenza e mummificare lentamente i tessuti, prolungando la vita del malato.

Queste applicazioni non vennero mai validate dalla medicina convenzionale — e non c'erano le condizioni istituzionali per farlo negli anni '30–'50 in Francia. Rimangono nella categoria delle osservazioni empiriche non replicate sistematicamente. Ma il fatto che i due ricercatori le documentassero con rigore metodologico, descrivendo protocolli precisi e limitazioni, li distingue dagli improvvisatori dell'occulto.

La Teoria della "Rottura delle Forze Compensate"

Uno dei contributi teorici più originali di de Bélizal e Chaumery è la teoria della "Rottura delle forze compensate" — un modello che spiega come le onde di forma si generano quando una struttura geometrica interrompe l'equilibrio del campo di forze che la circonda.

Il principio è analogo, nella sua logica strutturale, al concetto di campo in fisica: un oggetto in un campo di forze equilibrato è neutro. Ma quando la geometria dell'oggetto "spezza" questa simmetria — quando ha angoli, curvature o proporzioni particolari — crea zone di campo non più equilibrate, e queste zone emettono energia. Le onde di forma sono, in questa lettura, il "residuo" energetico della rottura dell'equilibrio del campo circostante operata dalla forma geometrica.

Questa teoria aveva una conseguenza rivoluzionaria: spiegava perché le forme geometriche delle civiltà antiche — la svastica, lo Yin-Yang, la stella a cinque punte, le forme piramidali — non erano simboli arbitrari ma strutture selezionate nel corso di secoli di esperienza pratica per le loro specifiche proprietà di emissione.

I due brillanti ricercatori giunsero alla conclusione che tutta la statuaria, l'architettura, le forme solide, piane, e persino la grafica di certe civiltà antiche (svastica, Yin-Yang, stella a cinque punte, ecc.) obbediscono a determinate leggi di emissione di forza.

Era la prima volta che qualcuno provava a costruire un ponte teorico tra la geometria sacra delle civiltà antiche e una fisica misurabile delle forme. La teoria rimane controversa e non integrata nella fisica accademica — ma la sua coerenza interna e la sua capacità di produrre previsioni verificabili (con lo strumento pendolo) la rendono uno dei sistemi teorici più seri prodotti dalla tradizione radiestesica.

Il Pendolo Universale: Lo Strumento per Misurare l'Invisibile

La più importante invenzione pratica nata dalla ricerca di de Bélizal, Chaumery e Morel è il Pendolo Universale — uno strumento radiestesico creato nel 1936 che ancora oggi è considerato il più sofisticato disponibile al radioestesista professionale.

Il Pendolo Universale nasce dal lavoro di radiestesia fisica di A. de Bélizal, L. Chauméry e P.A. Morel. Dal loro studio sulle proprietà della sfera e della semisfera. È stato inventato nel 1936. Nell'ambito della radiestesia fisica il pendolo Universale è eccezionale per la quantità di radiazioni che rileva ed emette le frequenze colore dello spettro, escludendo il "mentale" dell'operatore.

L'innovazione fondamentale del Pendolo Universale rispetto ai pendoli tradizionali è precisamente questa: esclude il "mentale" dell'operatore. Uno dei problemi strutturali della radiestesia è l'interferenza della mente cosciente dell'operatore sulla risposta pendolare — l'autosuggestione che porta il pendolo a rispondere a ciò che l'operatore si aspetta o desidera invece che a ciò che realmente c'è. Il Pendolo Universale è costruito in modo da rispondere alle onde di forma fisiche delle sostanze e degli oggetti esaminati, bypassando il filtro mentale.

La costruzione è basata sul principio della semisfera — una metà della sfera che i due ricercatori avevano studiato così a fondo. La forma della testa del pendolo è progettata per risuonare preferenzialmente con specifiche frequenze dello spettro vibrazionale, permettendo di identificare con precisione quale tipo di energia è presente in un campione, in una zona, in una persona.

Il Pendolo Universale è ancora prodotto e venduto oggi — un caso raro di strumento scientifico-esoterico che ha mantenuto la sua forma originale per quasi novant'anni, a testimonianza della solidità del progetto originale.

La Pila Radiestesica: Concentrare l'Energia Sottile

Parallelamente al Pendolo Universale, de Bélizal e Chaumery svilupparono la Pila Radiestesica — una struttura composta da semisfere di legno sovrapposte capace di accumulare e amplificare le onde di forma, in particolare il Verde Negativo.

Chaumery si esponeva per un gran numero di ore al giorno ad un irraggiamento di Verde Negativo estremamente intenso, prodotto dalle sue enormi pile radiestesiche — visibili nelle fotografie d'epoca come quelle strutture formate da semisfere di legno, potentissime.

La Pila Radiestesica era strumento di ricerca e strumento terapeutico insieme. Per la ricerca, permetteva di produrre campi di Verde Negativo sufficientemente intensi da studiarne le proprietà. Per la terapia, permetteva di applicare la radiazione in modo controllato sui soggetti — con le avvertenze del caso, che de Bélizal e Chaumery articolarono con attenzione crescente man mano che gli esperimenti rivelarono la pericolosità della radiazione.

La Morte di Chaumery: La Tragedia al Centro della Storia

La storia di Léon Chaumery e André de Bélizal ha un centro oscuro che nessuna narrazione parziale riesce ad eludere: Chaumery morì, con ogni probabilità, per overesposizione al Verde Negativo che lui stesso aveva scoperto.

Chaumery si esponeva per un gran numero di ore al giorno ad un irraggiamento di Verde Negativo estremamente intenso, prodotto dalle sue enormi pile radiestesiche.

I dettagli esatti della sua morte rimangono nelle nebbie della storia privata — non ci sono documenti pubblici precisi sulla data e le cause ufficiali. Ma la tradizione radiestesica ricorda che il fisico che aveva per primo misurato l'onda più penetrante dell'universo fu anche il primo a subirne le conseguenze di un'esposizione prolungata e non adeguatamente schermata.

C'è qualcosa di profondamente umano — e di profondamente scientifico — in questa storia. La fisica ha i suoi Marie Curie, morti dalle radiazioni che avevano scoperto. La radiestesia ha il suo Léon Chaumery. La scoperta paga il suo tributo al ricercatore che non riesce a separarsi da ciò che ha trovato.

De Bélizal, sopravvissuto al collega, continuò la ricerca con Paul-André Morel — portando avanti con maggiore cautela il lavoro che Chaumery aveva condotto con ossessiva intensità. Fu de Bélizal a scrivere, nella prefazione delle edizioni successive del loro testo comune, avvertenze precise sull'uso del Verde Negativo che non erano presenti nelle prime edizioni — la voce di chi ha visto e non vuole che la storia si ripeta.

Dopo Chaumery: La Fisica Micro-Vibratoria con Morel

Con Paul-André Morel, de Bélizal portò la ricerca a una maggiore sistematizzazione teorica. Il frutto più maturo di questa seconda fase è l'opera "Physique Micro-vibratoire et Forces Invisibles" — pubblicata per la prima volta nel 1956 e rimasta il testo di riferimento fondamentale per chiunque voglia approcciare la fisica delle onde di forma con rigore metodologico.

Le opere principali includono: "Test Radiestesia Vibratoria" (L. Chaumery e A. de Bélizal, 3ª edizione riveduta e ampliata, 1975) con argomenti tra cui: Radiestesia antica, preistorica, cinese, egizia e indiana; i rivelatori e i dispositivi da rabdomante; onde di forma; onde di malattia; onde nocive; il negativo Raggio Verde; correnti magnetiche di grandi dimensioni; il riequilibratore; la Téléradiesthésie.

In questa seconda fase de Bélizal sviluppò anche il concetto di Accumulatore Radiestesico — un dispositivo capace di immagazzinare onde di forma specifiche e rilasciarle nel tempo, analogo concettuale dell'Electret dei Servranx ma basato su principi costruttivi diversi.

Il Collegamento con i Servranx e la Costruzione della Scuola Franco-Belga

De Bélizal, Chaumery e Morel non lavorarono in isolamento. Il loro lavoro sulla fisica delle onde di forma fu la base teorica su cui i fratelli Servranx costruirono i loro circuiti radionici pratici. I Servranx erano eccellenti artigiani della radionica — sapevano costruire strumenti che funzionavano — ma la comprensione di perché funzionavano veniva in larga misura dalla fisica di de Bélizal.

André de Bélizal, P.A. Morel, F. & W. Servranx, "Introduction à la physique radiesthésique et micro-vibratoire (ondes de formes, techniques, appareils)", Editions Servranx, Bruxelles 2003 — una pubblicazione congiunta che testimonia la collaborazione diretta tra i due filoni della tradizione.

La connessione più diretta tra de Bélizal e i circuiti della biblioteca di Qseeds è il principio che governa ogni circuito Servranx: le figure geometriche orientate a Nord magnetico assorbono il flusso magnetico terrestre e lo riemettono modificato dalla loro struttura. Questo principio è de Bélizal puro — elaborato sperimentalmente con Chaumery sulla sfera, poi tradotto dai Servranx nella produzione sistematica di grafici geometrici specifici per usi specifici.

Il Verde Negativo di de Bélizal è anche direttamente presente nella biblioteca: il circuito SCAP — ideato da André Philippe e Jean de la Foye — fu sviluppato proprio per neutralizzare il Verde Negativo elettrico emesso dagli apparecchi elettrici. Senza la scoperta di de Bélizal, lo SCAP non avrebbe avuto ne la teoria ne la motivazione che lo ha generato.

Il Lascito nelle Civiltà Antiche: Una Visione Radicale

Uno degli aspetti più affascinanti e controversi del lavoro di de Bélizal e Chaumery è la loro tesi sulle civiltà antiche. Non si trattava di speculazione mistica ma di una conclusione emergente dai loro dati sperimentali: le forme geometriche ricorrenti nell'arte e nell'architettura di civiltà lontanissime — egizia, cinese, precolombiana, indiana — non sono arbitrarie, ma rispecchiano una conoscenza empirica della fisica delle onde di forma accumulata nel corso di millenni.

I due brillanti ricercatori giunsero alla conclusione che tutta la statuaria, l'architettura, le forme solide, piane, e persino la grafica di certe civiltà antiche (svastica, Yin-Yang, stella a cinque punte, ecc.) obbediscono a determinate leggi di emissione di forza.

La piramide egizia — in cui Bovis aveva rilevato il Verde Negativo prima ancora di sapere cosa fosse — divenne un caso di studio paradigmatico: una struttura geometrica precisa che produce un effetto fisico documentabile (la mummificazione), e che non può essere spiegata né dall'architettura convenzionale né dalla chimica senza passare per la fisica delle onde di forma.

L'architetto egiziano Ibrahim Karim, nella sua ricerca, ripercorre in parte le orme dei due scienziati francesi Chaumery e De Bélizal, ma a livelli diversi; egli studiando le piramidi ed altri monumenti ha scoperto il Verde Negativo nei suoi due tipi di emissione, nonché il modo di neutralizzarlo. Karim afferma che tutti i tipi di guarigione devono necessariamente emettere le tre energie: l'energia Verde Negativo, l'ultravioletto e l'energia oro.

Questa linea di ricerca — de Bélizal → Ibrahim Karim → Biogeometry — è uno dei percorsi più interessanti che la fisica delle onde di forma ha preso nella seconda metà del Novecento, portando il lavoro dei due francesi in contesti accademici e professionali che i suoi autori originali non avrebbero immaginato.

1968: L'Ultimo Aggiornamento

La pubblicazione, nata originariamente a quattro mani da Chaumery e de Bélizal nel 1939, fu ripresa nel 1968 da André de Bélizal, le cui nuove scoperte sono riportate in questa edizione rinnovata.

Il 1968 — anno in cui de Bélizal aggiornava ancora il testo fondamentale della sua ricerca — era quasi quarant'anni dopo gli esperimenti iniziali sulla sfera di legno. In quasi mezzo secolo, de Bélizal aveva perso il collega con cui aveva iniziato, aveva continuato con un altro, aveva scritto e riscritto le proprie teorie, aveva visto le proprie scoperte diffondersi nell'intera tradizione radionico-radiestesica europea senza mai ottenere il riconoscimento della fisica accademica. Continuava a lavorare.

Quella perseveranza silenziosa — di un fisico che scriveva in modo spontaneo, che non era uno scrittore di professione (come nota la curatrice dell'edizione italiana), che produceva testi con illustrazioni disegnate a mano spesso indecifrabili — è forse il contributo più umano che de Bélizal ha lasciato ai posteri. Non la certezza del proprio metodo, ma la fedeltà alla domanda.

Principali Contributi

Scoperte: il Verde Negativo (V−, 1934); la fisica dello spettro vibrazionale delle forme; la "Rottura delle forze compensate"; la connessione tra forme antiche e leggi di emissione.

Invenzioni: il Pendolo Universale (1936, con Chaumery e Morel); la Pila Radiestesica; l'Accumulatore Radiestesico.

Teoria: la Fisica Micro-Vibratoria — il primo sistema teorico completo per la radiestesia fisica, basato su misurazioni sperimentali e modelli geometrici verificabili con il pendolo.

Opere Principali

  • Essai de Radiesthésie Vibratoire (con Léon Chaumery, 1939 — prima edizione; aggiornato da de Bélizal nel 1968; traduzione italiana: Saggio sulla Radiestesia Vibratoria, disponibile su Amazon Kindle)
  • Physique Micro-vibratoire et Forces Invisibles (con Paul-André Morel, Éditions Desforges, Parigi, 1956; 4ª ed. 1976)
  • Introduction à la physique radiesthésique et micro-vibratoire (con P.A. Morel, F. & W. Servranx, Éditions Servranx, Bruxelles, 2003)
  • Traité de Radiesthésie Expérimentale (con Chaumery e Morel, più edizioni)

Circuiti Correlati in questa Biblioteca

SCAP — il neutralizzatore del Verde Negativo Elettrico emesso dagli apparecchi elettrici, direttamente ispirato dalla fisica di de Bélizal → Triplo Decagono — il più potente dei circuiti Servranx, basato sulla teoria delle onde di forma di de Bélizal → I Fratelli Servranx — i traduttori pratici della fisica di de Bélizal nei grafici radionici → Le Onde di Forma — il capitolo teorico che sistematizza il lavoro di de Bélizal

André de Bélizal non era un uomo dell'occulto. Era un fisico che aveva trovato qualcosa che la fisica del suo tempo non sapeva dove collocare, e aveva scelto di documentarlo comunque, con gli strumenti che aveva, con i collaboratori che trovava, per il tempo che gli era dato. Quarant'anni di lavoro su una domanda scomoda. Uno spettro di radiazioni che la fisica accademica non ha ancora adottato. E una serie di strumenti — il Pendolo Universale, i grafici Servranx, lo SCAP — che sono ancora in uso ottant'anni dopo. Non è una cattiva eredità per un fisico che scriveva in modo spontaneo e disegnava le illustrazioni a mano