Ci sono ricercatori che approfondiscono. E ci sono ricercatori che collegano — che vedono dove due tradizioni apparentemente distanti parlano in realtà della stessa cosa con linguaggi diversi, e hanno il coraggio di costruire il ponte.
Jean de La Foye appartiene alla seconda categoria.
Uno dei maggiori esperti francesi di radiestesia e di radionica, nonché approfondito conoscitore della Cabala, de La Foye fu l'uomo che portò la fisica delle onde di forma — quel corpus teorico rigoroso e sperimentale costruito da Chaumery, de Bélizal e Morel — dentro i territori dell'esoterismo occidentale. E viceversa: che portò la Cabala, la magia cerimoniale, il pentagramma, la svastica sacra e il Sigillo di Salomone dentro la tradizione radiestesica, dimostrando che i simboli della tradizione esoterica non erano arbitrari ma geometricamente fondati — che erano, in senso preciso, emettitori di onde di forma con proprietà specifiche e misurabili.
Il risultato di questo doppio movimento — dalla fisica alle tradizioni, dalle tradizioni alla fisica — è un corpus di lavoro che ha pochi equivalenti nell'intera storia della radiestesia europea: pratico abbastanza da produrre strumenti usati ancora oggi in tutto il mondo (il circuito Antimagia è forse il più conosciuto), teoricamente abbastanza solido da reggere al confronto con i lavori di Chaumery e de Bélizal da cui attinge, e abbastanza aperto da abbracciare tradizioni che nessun radioestesista prima di lui aveva mai esplorato sistematicamente.
La Formazione: Tra Fisica e Tradizione Esoterica
De La Foye si formò nell'ambiente intellettuale della radiestesia francese del dopoguerra — un ambiente straordinariamente ricco, dove fisici autodidatti, medici curiosi, esoteristi colti e praticanti spirituali si incontravano attorno alla domanda comune su cosa fosse, fisicamente, il campo che il pendolo rilevava.
I maestri concettuali di de La Foye erano chiari: Léon Chaumery e André de Bélizal con la loro Fisica Micro-Vibratoria, i fratelli Servranx con i loro dossier EXDOCIN, Louis Turenne con la sua teoria delle frequenze colore. Da questi giganti della tradizione franco-belga, de La Foye assorbì il metodo — la misurazione sistematica, la costruzione di protocolli verificabili, il rispetto per la riproducibilità dei risultati.
Ma de La Foye portava con sé qualcosa che i suoi predecessori non avevano in ugual misura: una conoscenza profonda della Cabala ebraica, della magia cerimoniale occidentale e delle tradizioni simboliche delle grandi civiltà del passato. Questa doppia formazione — scientifica nel metodo, esoterica nelle fonti — è la firma di tutto il suo lavoro.
La Teoria delle Onde di Forma Applicata all'Esoterico
Il contributo teorico più importante di de La Foye non fu una scoperta nuova ma una sintesi: dimostrare che i simboli della tradizione esoterica occidentale — il pentagramma, l'esagramma, la svastica, i sigilli cabalistici — non erano costruzioni arbitrarie della fantasia religiosa, ma strutture geometriche selezionate nel corso di secoli di esperienza pratica per le loro specifiche proprietà di emissione di onde di forma.
Questo era esattamente ciò che de Bélizal e Chaumery avevano intuito sul finire degli anni '30 — che le forme delle civiltà antiche obbedivano a determinate leggi di emissione di forza. De La Foye prese questa intuizione e la sviluppò sistematicamente, applicandola all'intero corpus della tradizione esoterica occidentale che conosceva profondamente.
Il suo metodo era sempre lo stesso: prendere un simbolo della tradizione (il pentagramma della magia cerimoniale, il Sigillo di Salomone della Cabala, la svastica del simbolismo induista), analizzarne la geometria alla luce della fisica delle onde di forma, misurarne con il pendolo le emissioni, e costruire circuiti radionici che sfruttassero quelle emissioni per usi operativi specifici.
Il risultato più straordinario di questo metodo è il circuito Antimagia — il suo lavoro più noto e il più usato in tutto il mondo radionico. Ma prima di arrivare all'Antimagia, occorre capire come de La Foye leggeva i singoli elementi geometrici che lo compongono.
La Cabala come Sistema di Geometria Sacra
Per de La Foye, la Cabala ebraica non era principalmente un sistema teologico o mistico — era un sistema di geometria sacra. Le strutture simboliche della Cabala — il Magen David, l'Albero della Vita con le sue dieci Sefirot, i 22 sentieri che le collegano, i 72 Nomi di Dio — erano codifiche di leggi geometriche che producevano effetti energetici specifici e misurabili.
Il Magen David — la Stella di Davide, l'esagramma — era per de La Foye la struttura geometrica di protezione più completa disponibile su un piano bidimensionale: sei punte a 60° l'una dall'altra, nessun punto angolare scoperto, un campo di emissione omnidirezionale senza zone d'ombra. In termini di fisica delle onde di forma, l'esagramma emette in tutte e sei le direzioni principali con uguale intensità — una copertura angolare perfetta che non lascia "varchi" attraverso cui un'energia ostile possa penetrare.
L'Albero della Vita con le sue dieci Sefirot era, in questa lettura, una mappa del sistema energetico dell'essere umano — anticipando di millenni quello che la tradizione vedica codificava nel sistema dei chakra. Le corrispondenze tra i 10 centri dell'Albero della Vita e i chakra erano oggetto di studio approfondito nella tradizione esoterica sincreatista di cui de La Foye era parte, e alimentarono la sua comprensione di come certi circuiti radionici — come il Rivitalizzatore dei Chakra N°42 dei Servranx — potessero agire sui centri energetici umani attraverso la geometria.
La Svastica come Forza Attiva di Dissoluzione
La presenza della svastica nell'Antimagia richiede la spiegazione più accurata di tutto il lavoro di de La Foye — perché è il simbolo più incompreso della sua produzione, vittima di un'appropriazione storica che ne ha oscurato millenni di uso sacro.
De La Foye era ben consapevole della storia del simbolo. La sua conoscenza dell'esoterismo era abbastanza profonda da sapere che la svastica nella versione nazista (dextrogira, inclinata a 45°, usata come emblema di potere politico) era un'inversione — nel senso più letterale del termine — della svastica sacra originale.
La svastica originale — presente nei templi induisti, nei monasteri buddhisti, nei tessuti dei nativi americani, nelle ceramiche della Grecia arcaica, nelle monete dell'impero romano, nella decorazione delle sinagoghe pre-naziste — è la sauvastika nella sua variante levogira (antioraria): il simbolo del sole nella sua fase di discesa, del principio femminile-lunare, della dissoluzione e del ritorno. Nelle tradizioni tantriche è associata a Kali — la dea che non distrugge per il gusto della distruzione ma distrugge ciò che è illusorio per fare spazio a ciò che è reale.
De La Foye scelse questa svastica levogira come elemento centrale dell'Antimagia per una ragione precisa che emerge dalla fisica delle onde di forma: la rotazione antioraria genera un campo vortice dissolubente — la stessa geometria che, nella tradizione radionico-radiestesica, caratterizza i circuiti purificanti e rilascianti. Applicata al campo di un attacco magico intenzionale, la svastica levogira "avvolge" le onde di forma dell'aggressione, le disarticola strutturalmente e le restituisce alla loro sorgente trasformate.
È la legge fisica del "come si può capire": non un atto di vendetta o di contrattacco, ma un processo geometrico di dissoluzione — quello che nella tradizione esoterica viene chiamato "scioglimento dell'azione" e che nella fisica delle onde di forma si traduce in interferenza distruttiva tra l'onda dell'attacco e quella generata dalla svastica levogira.
Il Circuito Antimagia: La Sintesi di una Vita di Ricerca
L'Antimagia non nacque come invenzione improvvisa ma come sintesi di anni di lavoro sulla geometria esoterica applicata alle onde di forma. I tre elementi del circuito rappresentano tre tradizioni diverse che de La Foye aveva studiato separatamente prima di comprenderle come parti di un sistema unico.
I tre cerchi concentrici vengono dalla tradizione radionico-radiestesica franco-belga — esattamente come i 9 cerchi dello Scudo Servranx, ma ridotti a tre perché il campo generato dagli altri due elementi è sufficientemente potente da richiedere contenimento ma non distribuzione stratificata. I tre cerchi sono il "contenitore" del sistema — la struttura che impedisce alle onde di forma generate dall'esagramma e dalla svastica di disperdersi nell'ambiente.
L'esagramma salomonico viene dalla Cabala — ma de La Foye lo usa non per il suo significato religioso bensì per le sue proprietà geometriche: copertura angolare completa, equilibrio perfetto tra tutte le polarità, campo di frequenze omnidirezionale senza zone d'ombra. Un attacco energetico che cerca un varco nella struttura del soggetto non ne trova nessuno, perché l'esagramma copre geometricamente tutti i 360°.
La svastica levogira viene dalla tradizione induista-buddhista — il simbolo della forza attiva di dissoluzione applicato, nel contesto dell'Antimagia, non al ciclo cosmico ma al campo energetico specifico dell'aggressione che il soggetto sta subendo.
La combinazione dei tre è un sistema a tre stadi: contenimento (cerchi) → neutralizzazione passiva (esagramma) → dissoluzione attiva (svastica). Nessun altro circuito della biblioteca radionico-grafica italiana ha questa struttura a tre stadi sequenziali — è la firma della mente di de La Foye, abituata a pensare i sistemi in profondità prima di costruirli.
Il Manuale di Radiestesia: La Sua Opera Principale
L'opera più completa e accessibile di Jean de La Foye è il Manuale di Radiestesia: Conoscere e gestire le onde di forma — pubblicato da Edizioni Mediterranee e ancora disponibile in lingua italiana, uno dei pochi testi della tradizione franco-belga direttamente accessibili al lettore italiano senza intermediazioni.
Il libro è costruito attorno a un principio rivoluzionario nella sua semplicità: il sottosuolo, gli edifici, i mobili di casa, gli oggetti che si indossano, gli apparecchi elettrici, i cibi e altro, tutto emette onde di forma dalle quali dipendono parzialmente la nostra salute, il nostro comportamento e il nostro benessere.
Questo principio — che de Bélizal e Chaumery avevano dimostrato per le forme geometriche pure — viene qui esteso da de La Foye all'intera realtà materiale quotidiana. Non solo i circuiti radionici emettono onde di forma: le emettono anche i mobili di casa, le forme architettoniche degli edifici, la disposizione degli oggetti sulle scrivanie, il cibo che mettiamo in tavola, i vestiti che indossiamo.
Il Manuale è strutturato come un manuale pratico — con capitoli dedicati a ogni categoria di oggetti e ambienti, con istruzioni operative per la misurazione e la correzione delle onde di forma problematiche, con una sezione esplicita sui simboli magici e sulla loro fisica. L'indice del libro è già un programma teorico: la radiestesia nei suoi aspetti storici e fisici, le forme geometriche e le loro emissioni, la magia, la necromanzia, il pentagono, i sigilli, la Cabala.
Nessun altro testo della tradizione radiestesica aveva osato mettere sotto lo stesso tetto la fisica misurabile delle onde di forma e il corpus integrale della magia cerimoniale. De La Foye lo fece — con la serenità di chi non sente contraddizione tra le due, perché ha capito che parlano della stessa realtà.
La Diffusione dello SCAP
Un'altra dimensione fondamentale del lavoro di de La Foye — meno nota della sua creazione originale ma forse altrettanto importante per la storia della radionica italiana — è la sua opera di diffusione.
Lo SCAP del radioestesista francese André Philippe fu ripreso e diffuso da Jean de La Foye.
Lo SCAP — il Simbolo Compensatore di Andrée Philippe — era uno degli strumenti più innovativi e tecnicamente sofisticati della tradizione radionico-radiestesica: il circuito che neutralizza il Verde Negativo Elettrico emesso dagli apparecchi elettrici, direttamente ispirato dalla fisica di de Bélizal. Philippe lo aveva creato; de La Foye lo riconobbe come uno degli strumenti più importanti della tradizione e lo incluse nel suo insegnamento e nei suoi scritti, garantendogli la diffusione che meritava.
Questa operazione di diffusione non era secondaria. Nella tradizione radionico-radiestesica, dove la conoscenza circolava spesso in modo frammentario e informale attraverso piccole reti di praticanti, un ricercatore con autorevolezza che sceglieva di includere il lavoro di un altro nel proprio corpus di insegnamento aveva un effetto moltiplicatore enorme. Il fatto che lo SCAP sia oggi il circuito radionico di protezione da elettrosmog più conosciuto in Italia deve qualcosa a questa scelta di de La Foye.
Il Metodo de La Foye: Misurare Prima di Affermare
Uno degli aspetti più caratteristici dell'approccio di de La Foye — che lo distingue dai semplici divulgatori dell'esoterismo — è il suo rapporto con la misura. Come de Bélizal, come i Servranx, de La Foye non afferma che un simbolo "funziona" perché lo dice la tradizione. Afferma che funziona perché misura le sue emissioni con il pendolo e i risultati sono verificabili da qualsiasi altro operatore con sufficiente sensibilità.
Questo approccio epistemologico — misurare prima di affermare, verificare prima di pubblicare — è il lascito più prezioso della scuola franco-belga nel suo complesso, e de La Foye lo porta con sé in un territorio che sembrava per definizione impermeabile alla verifica: la magia cerimoniale e la Cabala.
Il fatto che il suo circuito Antimagia funzioni — e funziona, secondo i report di operatori radionici di tutto il mondo radionico italiano e internazionale — non è il risultato di autorità tradizionale ma di una costruzione geometrica verificabile. Chiunque con un pendolo e la capacità di misurare le onde di forma può verificare che l'esagramma emette in sei direzioni con uguale intensità, che la svastica levogira genera un campo vortice antiorario, che i tre cerchi contengono e amplificano il campo. La tradizione dice che funziona; la fisica delle onde di forma dice perché funziona.
Il Lascito nella Biblioteca di Qseeds
Nella biblioteca radionico-grafica di Qseeds, Jean de La Foye è presente attraverso il circuito Antimagia — ma la sua influenza è più pervasiva di quanto un singolo circuito possa mostrare. Il modo in cui ciascuna scheda della biblioteca distingue tra la funzione simbolica e la funzione fisica di un circuito, il modo in cui si cerca sempre di spiegare perché una geometria produce un effetto e non solo che lo produce — questo approccio è de La Foye.
Il suo lavoro ha reso legittime le domande difficili: perché certi simboli proteggono e altri no? Cosa distingue un pentagramma con la punta in su da uno con la punta in giù dal punto di vista della fisica delle onde di forma? Perché la svastica dextrogira nazista ha effetti completamente diversi dalla svastica levogira sacra? De La Foye non ha risposto a tutte queste domande — ma le ha poste nel modo giusto, con gli strumenti giusti, aprendo un territorio di indagine che la radionica contemporanea sta ancora esplorando.
La Questione dei Temi Difficili
Sarebbe disonesto una presentazione di Jean de La Foye che non menzione il fatto che il suo Manuale di Radiestesia include capitoli espliciti su magia, necromanzia e pratiche che la cultura contemporanea colloca ai margini — quando non oltre — della rispettabilità intellettuale.
De La Foye non era né un provocatore né un occultista nel senso deteriore del termine. Era un ricercatore che applicava la stessa metodologia fisica a qualsiasi fenomeno che presentasse caratteristiche di emissione di onde di forma — inclusi i rituali magici, che nella sua visione producevano effetti attraverso la creazione di specifici pattern geometrici (i circoli magici, i pentacoli, i sigilli) con proprietà di emissione precise.
Il fatto che includesse la necromanzia nell'indice del suo Manuale non significa che la praticasse o la raccomandasse — significa che ne analizzava la struttura geometrica come fenomeno fisico, con lo stesso sguardo con cui analizzava l'effetto di un decagono Servranx o di una svastica levogira. Questo approccio radicalmente laico verso il "sacro" e il "maledetto" è forse il tratto più moderno — e più difficile da accettare — del suo lavoro.
Principali Contributi
Teoria: sistematizzazione del rapporto tra fisica delle onde di forma e tradizione esoterica occidentale; analisi geometrica dei simboli cabalistici e magici come emettitori di onde di forma; sviluppo del concetto di "magia come fisica delle forme".
Creazioni originali: il circuito Antimagia — la combinazione più sofisticata di geometria esoterica e fisica radionico-radiestesica nella storia della tradizione.
Diffusione: popularizzazione dello SCAP di André Philippe; sistematizzazione e insegnamento della teoria delle onde di forma applicata agli ambienti e agli oggetti quotidiani.
Opere Principali
- Manuale di Radiestesia: Conoscere e gestire le onde di forma (Edizioni Mediterranee, Roma — disponibile in italiano)
- L'onde de forme, caractéristiques et applications (in collaborazione con altri ricercatori della scuola franco-belga)
- Contributi alla diffusione del corpus SCAP di André Philippe
Circuiti Correlati in questa Biblioteca
→ Antimagia — il circuito che sintetizza tutta la sua ricerca
→ SCAP — il circuito che de La Foye contribuì a diffondere
→ André de Bélizal — il fisico delle onde di forma da cui de La Foye attinge la base teorica
→ I Fratelli Servranx — i costruttori di strumenti con cui de La Foye condivise la tradizione
Jean de La Foye non ha mai chiesto alla tradizione esoterica di abbassare la guardia davanti alla fisica, né alla fisica di ignorare ciò che la tradizione aveva conservato per millenni. Ha chiesto alle due di sedersi allo stesso tavolo — quello del pendolo — e di verificare insieme. Non tutte le domande hanno trovato risposta. Ma il metodo di porle è rimasto. E in quel metodo c'è già, forse, la risposta più importante.