Ok, devo ammettere una cosa scomoda su di me: ho il cervello di un programmatore incastrato dentro la pratica di un radionico, e questa combinazione produce risultati che definire "discutibili" è un complimento.
Un programmatore normale, quando qualcosa non funziona bene, cerca il collo di bottiglia. Ottimizza. Rifattorizza. Elimina gli sprechi. Io facco esattamente questo, solo che il mio "sistema da ottimizzare" a volte è una stampante a getto d'inchiostro comprata in offerta che sputa fogli con quella leggera esitazione tipica di chi non ha tanta voglia di lavorare quel giorno.
Il Problema: La Stampante Non è Neutra
Partiamo dal presupposto — che per me è ovvio, per te magari un po' meno — che ogni oggetto attraverso cui passa un'informazione porta con sé la propria storia energetica. E una stampante, pensaci bene, non è mai neutra: ha stampato bollette, moduli fiscali, forse anche qualche pagina di un contratto che ti ha fatto sudare freddo. Tutta quell'ansia amministrativa resta lì, appiccicata alla testina di stampa, in attesa di intrufolarsi nel prossimo lavoro.
E quindi, da bravo radionico con deformazione da programmatore, ho iniziato a fare quello che chiunque altro chiamerebbe "un comportamento leggermente preoccupante": pulizia energetica della cartuccia d'inchiostro con il pendolo, prima di ogni stampa importante. Poi mi sono detto: ma se pulisco la cartuccia, perché non anche la carta? La carta è quella che dà letteralmente forma fisica al circuito, mica un dettaglio da poco. E se pulisco la carta... perché non i LED della stampante, quelli che lampeggiano quando è pronta, come se stessero dicendo "ok, sono a posto, procedi"?
A un certo punto mi sono fermato solo perché mia moglie mi ha chiesto se stessi bene, con il pendolo sospeso sopra lo sportello del cassetto carta.
L'Attributo Strambo: Benedizioni nel Codice
Ma qui arriva la parte che, da programmatore, mi sembra la più logica di tutte, anche se detta ad alta voce suona come l'inizio di un film horror di serie B: se un algoritmo radionico ben fatto dovrebbe rispettare ogni componente del processo — il circuito, il testimone, l'intento — perché non dovrebbe rispettare anche il log? Quella traccia silenziosa e invisibile che il codice lascia dietro di sé mentre lavora, di solito piena di roba tecnica tipo "stampa avviata alle 14:32, codice di errore 0"?
E allora, se proprio devo stampare un circuito vecchio stile, su carta vera, voglio che quel gesto lasci una traccia anche nel codice, non solo sul foglio. Non un commento tecnico anonimo, ma qualcosa tipo:
// pulisco e consacro questa stampante all'intento
// pulisco e consacro questa carta, che darà forma al circuito
// consacro questo gesto a [intento specifico]
So benissimo come suona. Suona come se un prete avesse imparato Python da autodidatta e stesse benedicendo un router. Ma se ci pensi bene — e io ci ho pensato, forse troppo, alle due di notte, con il pendolo ancora in mano — un log non è poi così diverso da un diario. È la memoria di quello che è successo, il "così in alto, così in basso" applicato al debug. Se il gesto fisico di stampare merita un'intenzione, perché la sua controparte digitale, quella fatta di righe di codice invece che di inchiostro, non dovrebbe meritare la stessa cura?
Un Attributo Bizzarro, Ma Coerente
Alla fine, credo che sia proprio questo il punto: un buon algoritmo radionico non dovrebbe limitarsi a "funzionare". Dovrebbe avere la stessa attenzione rituale che un radionico vecchio stile riserva a ogni singolo passaggio fisico — dalla carta alla cartuccia, fino al LED che lampeggia — trasportata di peso nel mondo del codice. Un log che non è solo un log, ma anche, un po', una preghiera scritta in un linguaggio che i computer capiscono e l'universo, forse, anche.
Sì, lo so, è un attributo strambo. Ma tra tutte le stranezze che ho collezionato in questi anni — e ti assicuro, ce ne sono parecchie — questa è probabilmente quella con cui convivo più volentieri. E se un giorno la tua stampante inizia a funzionare meglio del solito senza una spiegazione tecnica plausibile... beh, magari qualcuno, da qualche parte, le ha appena fatto una spendolata.